Oggi, uno dei ministri del nostro governo, l’ onorevole Umberto Bossi, ha tenuto un discorso in cui ha parlato di riforma della magistratura, annessa ad altre questioni da lui spesso dibattute, quali il federalismo, la necessità di affrancarsi da Roma, la volontà di combattere uno Stato che sta diventando fascista (sbaglio, o nella coalizione con cui governa sono presenti personaggi come Fini o Alemanno?).
A discorso ultimato, ha pensato bene di concludere nel modo più pittoresco possibile, alzando il dito medio simbolicamente verso l’inno di Mameli.
Il servizio del telegiornale, dopo aver mostrato il tutto astenendosi dai commenti (immagino che nelle scuole di giornalismo oggi s’insegni che essere imparziali significa rigorosamente non commentare, non approfondire, non spiegare e se possibile non fare domande, nè avanzare obiezioni), ha ritenuto opportuno mostrare il commento di un personaggio appartenente al Popolo delle Libertà; questo signore, che non cito solo perchè non ricordo il nome, ovviamente spiegava che il discorso di Bossi era una giusta provocazione, di fronte a una magistratura che non fa rispettare le leggi, ma fa le leggi essa stessa.
Adesso, torniamo un attimo indietro di qualche giorno: l'8 luglio, si è tenuta a Roma una manifestazione organizzata dal partito L’Italia dei valori, contro il decreto blocca-processi proposto dal governo. All’interno della manifestazione, ha destato moltissime polemiche l’intervento di Sabina Guzzanti, a proprosito di alcuni commenti indirizzati al Papa e a Mara Garfagna, ministro delle pari opportunità. Non starò a riportare il discorso, (ma invito chiunque ne abbia curiosità di andarlo a cercare su “you tube” e di documentarsi sul famoso decreto di cui si parlava prima, ultimamente ho sperimentato che se si vuole iniziare a capire qualcosa si deve fare lo sforzo di andare a chiedere), personalmente penso che la signora Guzzanti, abbia fatto il solito errore che fanno in Italia le poche persone che hanno il coraggio di parlare. Il suo era un discorso reale e serio che doveva avviare un vero dibattito, invece ha finito per fare il gioco di chi preferisce sviare i problemi reali; il giorno dopo infatti, l’unico problema di cui si è discusso è stata la mancanza di rispetto verso il Papa da parte della Guzzanti e ci si è dimenticati d’ indignarsi per tutto il resto. Forse, visto lo scarso livello dell’informazione in Italia, senza questo polverone l’argomento non sarebbe stato affrontato nemmeno per cinque minuti, e qualche mente un po’ più prevenuta e fantasiosa potrebbe dire che certe “sparate” sono state fatte apposta per attirare l’attenzione. Resta il fatto che chi doveva strumentalizzare il tutto, non ha perso occasione di farlo.
Adesso mi chiedo: perchè se un comico eccede o offende, tutti criticano, s’indignano, si dissociano e condannano, mentre se un politico, che ha il privilegio di governarci offende il nostro paese e la nostra tradizione, non s’indigna nessuno? Almeno qulacuno ammette che solo uno schizofrenico può disprezzare così volgarmente lo stesso paese che ha voluto a tutti i costi governare?
Lo ammetto, a volte mi basterebbe che certi soggetti fossero obbligati almeno a salvare la faccia, invece noi, popolo scarsamente dotato della facoltà d’indignarsi, concediamo a certe persone anche il lusso di non dover fingere...
A discorso ultimato, ha pensato bene di concludere nel modo più pittoresco possibile, alzando il dito medio simbolicamente verso l’inno di Mameli.
Il servizio del telegiornale, dopo aver mostrato il tutto astenendosi dai commenti (immagino che nelle scuole di giornalismo oggi s’insegni che essere imparziali significa rigorosamente non commentare, non approfondire, non spiegare e se possibile non fare domande, nè avanzare obiezioni), ha ritenuto opportuno mostrare il commento di un personaggio appartenente al Popolo delle Libertà; questo signore, che non cito solo perchè non ricordo il nome, ovviamente spiegava che il discorso di Bossi era una giusta provocazione, di fronte a una magistratura che non fa rispettare le leggi, ma fa le leggi essa stessa.
Adesso, torniamo un attimo indietro di qualche giorno: l'8 luglio, si è tenuta a Roma una manifestazione organizzata dal partito L’Italia dei valori, contro il decreto blocca-processi proposto dal governo. All’interno della manifestazione, ha destato moltissime polemiche l’intervento di Sabina Guzzanti, a proprosito di alcuni commenti indirizzati al Papa e a Mara Garfagna, ministro delle pari opportunità. Non starò a riportare il discorso, (ma invito chiunque ne abbia curiosità di andarlo a cercare su “you tube” e di documentarsi sul famoso decreto di cui si parlava prima, ultimamente ho sperimentato che se si vuole iniziare a capire qualcosa si deve fare lo sforzo di andare a chiedere), personalmente penso che la signora Guzzanti, abbia fatto il solito errore che fanno in Italia le poche persone che hanno il coraggio di parlare. Il suo era un discorso reale e serio che doveva avviare un vero dibattito, invece ha finito per fare il gioco di chi preferisce sviare i problemi reali; il giorno dopo infatti, l’unico problema di cui si è discusso è stata la mancanza di rispetto verso il Papa da parte della Guzzanti e ci si è dimenticati d’ indignarsi per tutto il resto. Forse, visto lo scarso livello dell’informazione in Italia, senza questo polverone l’argomento non sarebbe stato affrontato nemmeno per cinque minuti, e qualche mente un po’ più prevenuta e fantasiosa potrebbe dire che certe “sparate” sono state fatte apposta per attirare l’attenzione. Resta il fatto che chi doveva strumentalizzare il tutto, non ha perso occasione di farlo.
Adesso mi chiedo: perchè se un comico eccede o offende, tutti criticano, s’indignano, si dissociano e condannano, mentre se un politico, che ha il privilegio di governarci offende il nostro paese e la nostra tradizione, non s’indigna nessuno? Almeno qulacuno ammette che solo uno schizofrenico può disprezzare così volgarmente lo stesso paese che ha voluto a tutti i costi governare?
Lo ammetto, a volte mi basterebbe che certi soggetti fossero obbligati almeno a salvare la faccia, invece noi, popolo scarsamente dotato della facoltà d’indignarsi, concediamo a certe persone anche il lusso di non dover fingere...

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